Pagine Facebook: appunti per gli amministratori

26 apr

Non ho mai nascosto la mia personale antipatia per Facebook come strumento di comunicazione. Tuttavia ha il merito di aver avvicinato le persone alla Rete e le aziende ai social media.

Questo post raccoglie una serie di appunti per gli amministratori delle pagine, tramandati oralmente come leggende tra community manager e sedimentati in tantissimi post sparsi tra i blog di mezzo mondo. Spero vi possano essere d’aiuto. Se avete qualche consiglio o osservazione, lasciatemi un commento e sarò felice di integrarlo all’interno del post.

Layout

  • Disegnare il logo perfetto

    L’immagine del profilo è probabilmente l’elemento più importante di tutta la pagina, perché ne connota l’identità. La base dell’immagine è di 180px l’altezza massima è 540px. Fatene buon uso per la vostra creatività e non dimenticate di considerare che una porzione di questa immagine sarà la miniatura che appare accanto a ogni vostro post e commento, ottimizzatela utilizzando il link Modifica la miniatura.

  • Rinforzare l’identità visiva utilizzando la strip delle immagini

    Nella parte superiore del wall compare una stip con cinque immagini. Per personalizzare quest’area tenete presente che ogni elemento grafico può misurare 970×680 px, Facebook genera automaticamente le miniature.
    Siccome si trovano proprio a fianco del logo, si possono ottenere ottimi risultati se vengono utilizzate per rinforzare il messaggio. Ricordate però che, a differenza dei profili personali, qui le immagini vengono visualizzate in maniera casuale. Può apparire un limite, se desideravate utilizzarle come uno “striscione”, ma può essere anche un’opportunità per ottenere risultati divertenti. Alcuni spunti interessanti nel post How To Use The New Facebook Photo Viewer As A Marketing Tool.

  • Ottimizzare il menu di navigazione

    Quando Facebook ha deciso di spostare il menu di navigazione della pagina nella colonna laterale, sotto al logo, tutti noi poveri admin ci siamo disperati a causa della scarsa visibilità di quest’area. Tuttavia ci sono alcuni margini di miglioramento. Innanzi tutto, è bene fare la conoscenza di iFrame application che ci consente di creare delle mini icone per le nostre tab, in modo da facilitare la navigazione. Cercare di tenere quest’area pulita e chiara non è semplice, ma è davvero importante: via tutte le icone di FBML, i link alle applicazioni che non vengono utilizzate, le tab vuote.

Gestione della community

  • Ricevere le notifiche

    Finalmente, con l’ultimo aggiornamento delle funzionalità delle pagine è possibile ricevere notifiche quando qualcuno pubblica post o commenti. Per controllare questa funzionalità fate clic su Modifica Pagina > Le tue impostazioni.

  • Annientare lo spam e pre-moderarare i commenti

    Per avere sotto controllo e annientare spam e troll utilizzate il campo Lista di blocco – moderazione (con un cli su Gestisci autorizzazioni). Se siete particolarmente paranoici o incredibilmente spaventati dalla possibilità di ricevere critiche avete la possibilità di forzare un tantino l’uso di questo strumento per pre-moderare i commenti (trovate maggiori dettagli qui). Personalmente ritengo che la paura delle critiche sia molto sopravvalutata.

Impersonare se stessi oppure il brand

Attualmente è possibile impersonare se stessi oppure il proprio brand all’interno di Facebook, utilizzando l’opzione Usa Facebook come.

  • Impersonare il brand per socializzare

    Vestire i panni del brand offre un’importante occasione per socializzare con gli abitanti della altre pagine su cui potete commentare o fare like o lasciare commenti a nome della vostra azienda.
    Inoltre, potete rispondere a commenti o domande sulla vostra pagina a nome di tutto il team che la gestisce.

  • Non avere paura di essere se stessi

    Potete anche scegliere di essere voi stessi e parlare solo per voi. Oltre a scegliere l’opzione Usa Facebook come *nome cognome* assicuratevi anche di aver tolto la casella di spunta dalla voce Commenta e pubblica elementi sulla tua Pagina sempre come *nome brand*, anche quando usi Facebook come *nome cognome*. In questo modo potete contribuire alla discussione in prima persona e dare visibilità ai post pubblicati sulla pagina attraverso la vostra personale rete di contatti.

  • Rendere visibili gli amministratori della pagina

    Potete fare in modo che gli abitanti della vostra pagina sappiano con chi stanno parlando, anche quando rispondere a nome del brand, rendendo pubblici i profili degli amministratori della pagina. Vi basta selezionarli da Modifica pagina > In evidenza > Titolari pagina.

SEO

Purtroppo spesso accade che, con una semplice ricerca su Google con il nome del brand, il motore di ricerca non restituisce tra i risultati la pagina Facebook, un vero peccato. Facebook non offre un gran numero di strumenti, per cui ottimizzare una pagina dal punto di vista del SEO è piuttosto semplice. Read Write Web ci dà alcuni utili suggerimenti.

  • Registrare la vanity URL

    Oltre a essere molto più semplice da comunicare, un URL del tipo Facebook.com/Brand gioca anche un ruolo cruciale in termini di SEO. Naturalmente valgono tutte le raccomandazioni da tenere presente quando si registra un nome di dominio: essere il più possibili vicini al nome del brand e al contenuto della pagina, considerare il fatto che non sarà possibile modificare l’URL in seguito. Inoltre: a) sono necessari almeno 25 “like”; b) non è possibile utilizzare trattini o underscore, ma solo solo caratteri alfanumerici o un punto. È importante ricordare che un punto (“.”) non viene considerato come parte di un nome utente, di conseguenza non è possibile registrare come nome utente “apogeonline” e “apogeon.line” perché Facebook li considera identici; c) anche la distinzione tra lettere maiuscole e minuscole non viene tenuta in considerazione; d) i nomi utente devono essere lunghi almeno 5 caratteri.

  • Compilare tutti i campi Informazioni

    Occorre compilare tutti i campi relativi alle informazioni sul brand, avendo cura di utilizzare le keyword più appropriate.

  • Linkare alla pagina

    Non dimentichiamoci che il cuore dell’algoritmo alla base del Google PageRank risiede ancora nei link. Sarà allora buona norma allora linkare la  pagina dal sito principale oltre che da qualsiasi altro presidio che componga l’identità digitale del brand. Inserire link al vostro sito ufficiale all’interno dei vostri status update su Facebook invece non aiuta in maniera diretta il SEO, perché questi link includono l’attributo “nofollow” e quindi non influenzano il ranking. Ciò non toglie che questi link possano diventare un’importante fonte di traffico per il vostro sito.

Tutto quel che sei

24 apr

Tutto quel che sei - Mike Resnick

Mike Resnick, Tutto quel che sei, 40k Books.

Non sono mai stata un’amante dei racconti. In passato i miei libri preferiti erano quelli che mi accompagnavano per mesi, appesantendo la borsa con centinaia di pagine e lasciandomi abitare i loro mondi per lunghi periodi, fino a lasciarmi un senso di nostalgico abbandono dopo aver girato l’ultima pagina.

Solo recentemente ho iniziato ad apprezzare il ritmo e l’efficacia di testi taglienti e brevi che non hanno bisogno di migliaia di battute per farti conoscere personaggi e raccontarti le loro storie.

I racconti di Mike Resnick in un certo senso riescono a conciliare questi diversi aspetti: ho incontrato  l’autore grazie a Ricordi, leggere Tutto quel che sei è stato per me come riprendere un discorso interrotto. Al di là delle ambientazioni che chi conosce Resnick troverà familiari, ciò che lega i due testi è il desiderio dei protagonisti di  indagare e comprendere le emozioni che si celano dietro ai comportamenti umani.

Quali sono le motivazioni che hanno spinto i sopravvissuti a una terribile battaglia su un pianeta alieno a mettere di nuovo a rependaglio la loro vita? Perché sembrano tutti aspettarsi di ricevere una visita diversa da quella della morte, quando stanno per esalare l’ultimo respiro?

Gregory Donovan, agente del Servizio Spaziale, non riesce a togliersi dalla testa queste domande. E non si arrenderà finchè non riuscirà a conoscere una verità che non farà altro che generare nuovi interrogativi: quanto, delle persone che crediamo di conoscere, è nel nostro sguardo?

Il futuro dell’editoria è più complicato di così

5 apr

Questo blog, si sa, è un rifugio per randagi.
A volte ci piace far sentire la voce di qualcuno che ha qualcosa da dire, ma ha bisogno di spazio. Oggi vi presentiamo un post di Ivan aka Iscarlets su alcuni dei temi che ci hanno reso tutti un po’ isterici negli scorsi mesi.
In bocca al lupo, Ivan ;)

Se avessi scritto questa cosa ieri – come in effetti stavo facendo – avrebbe avuto un aspetto decisamente diverso.
Per esempio, se avessi scritto questa cosa ieri, sarebbe iniziata in un altro modo, e più precisamente sarebbe iniziata così:

L’altra sera mi sono accorto che google reader segnava più di un migliaio di articoli non letti e allora ho pensato che avrei dovuto dare una sbirciata, oppure che avrei dovuto fare anche solo un giro su twitter in modo da essere sicuro di non essermi perso niente di incredibilmente importante. Invece poi ho pensato che non ne avevo assolutamente voglia, ho tirato su una rivista (vera, di carta) e mi sono messo a leggere.

E poi probabilmente avrei perso un sacco di tempo cercando di spiegare quale fosse il mio punto, e magari ci sarei riuscito, e di sicuro avrei fatto un sacco di esempi divertenti ma avrei anche sprecato un sacco di spazio e di energie che avrei potuto dedicare a parlare di altro, a parlare di cose serie o anche solo rilevanti o anche solo un po’ sensate.

Invece stasera sono arrivato a casa e mi sono trovato davanti agli occhi questa cosa qui:

Electronic Publishing Bingo

Questa cosa qui si chiama (è scritto bello grosso) Electronic Publishing Bingo, l’ha messa assieme il signor John Scalzi – per me un illustre sconosciuto fino a un paio d’ore fa – e l’ha pubblicata sul suo blog. Se vi interessa sapere chi è John Scalzi (ma magari lo sapete già e io sto facendo una discreta figuraccia perché dovrei saperlo pure io) qui trovate una esaurientissima biografia. Quello che invece interessa a me è quello che il mio nuovo amico ha scritto sotto il Bingo e che riassume perfettamente quello che penso:

For those of you unfamiliar with the “Bingo Card” concept, basically, if you see one or more of your favorite arguments for how ZOMG EPUBBING WILL CHANGE THE WORLD FOR EVAR on the bingo card, you can be assured that your argument is not, in fact, anywhere as good (or original) as you might think it is. You might wish to cultivate new ones, or at least learn why your favorite argument isn’t always super-mega-ultra-convincing to those of us who have to think about this stuff as it regards our professional lives.

Sappiamo tutti l’inglese alla grande perché l’abbiamo imparato guardando serie tv in streaming per cui non è il caso di perdere tempo a tradurre. Le cose davvero importanti qui secondo me sono due (ovviamente sono molte di più, ma diciamo che per ora sono due): la prima è l’ultima frase citata qui sopra, ovvero come vive questa cosa dell’editoria digitale chi ci lavora tutti i giorni; la seconda è che siamo caduti in un frame.

Giusto una premessa. Io lo so che questa roba qui è noiosa. Arrivare e mettersi a rompere le uova nel paniere è noioso. Dire che le cose hanno un grado di complessità più elevato di così è noioso. E soprattutto non gliene frega niente a nessuno. Voglio dire, perché mai dovresti metterti a fare analisi quando puoi cavalcare l’epica della revolucion e sbattertene del resto?

(continua…)