Quando ha senso inviare prodotti da testare ai blogger?

L’invio di prodotti da testare ai blogger è una pratica che ormai molte agenzie di comunicazione e PR propongono ai loro clienti.

Io vorrei sorvolare sulle questioni etiche, sulle accuse che sono più volte state lanciate sulla mancanza di trasparenza dei blogger che si prestano a partecipare a questo genere di campagne, perchè l’argomento ha generato interessanti esperimenti antropologici ed è stato sviscerato attraverso fiumi di pixels. Sono certa che ognuno di voi ha già una sua opinione in merito.

Quello che invece mi interessa capire è l’efficacia di questo tipo di operazioni, attraverso un esempio concreto: lo spazzolino dello scandalo, lo Spazzolino Elettrico Ricaricabile Braun Oral-B Professional Care 8500.

1. AUDIENCE

Blogger selezionati come early adopters da PromoDigital (che io sappia):

La domanda è perchè?
Secondo quali logiche sono state selezionate queste persone? Che cos’hanno in comune se non il fatto di essere di sesso femminile?

Ecco, io penso che il primo elemento che può rendere efficace l’invio di un prodotto ai blogger sia la scelta ragionata di persone che non solo possono essere interessate all’oggetto che verrà loro inviato (tutti ci laviamo i denti), ma possano utilizzare i materiali informativi proposti per il loro blog. Far sì, insomma, che queste persone possano bloggare della campagna senza che questo contrasti con gli altri contenuti del blog. Esempio: le gatte di via Plinio è un blog i cui argomenti generalente sono correlati al marketing e alla pubblicità, perchè non inviarci magari in anteprima la nuova campagna stampa/spot Oral-b?


2. PRODOTTO

Il prodotto in questione è ottimo. Davvero! Compratevelo quello spazzolino li, che è una bomba funziona meravigliosamente, ha il timer che ti indica per quanti sercondi spazzolare ogni zona della bocca, mitico! Però detto questo, cosa posso aggiungere? Con tutta la buona volontà, a parte ricopiare il comunicato stampa (e per questo non c’è certo bisogno di un blogger) cosa vi posso raccontare?

Questo per dire che forse un telefono, un computer o un altro gadget tecnologico inviato a un blogger che si occupa di questi argomenti probabilmente si presta meglio a una recensione di un bene di consumo come uno spazzolino o delle caramelle.


3. RISULTATI

Vediamo in pratica cosa ha generato quest’iniziativa.

  • Alcuni post: 1, 2, 3.
  • Alcuni post ironici: 1 e 2.
  • Un post da maestrina (questo).
  • Molti commenti critici.

Detto questo, ecco le ultime doverose precisazioni:

  • Per quel che può valere: grazie, ho davvero gradito lo spazzolino 🙂
  • Un giorno potrei essere io a contattarvi per offrivi un prodotto da provare, non vi stupite.

Prego, per sbranarmi ci sono i commenti apposta 😉

15 Comments

  1. catepol says:

    bell’analisi 🙂 effettivamente io il post coi dati anche tecnici comunque non l’avrei mai scritto, perchè si tratta di copiare delle info alla fine e non è il mio stile di blogging. Più che dire che lo spazzolino e ottimo, che è un buon prodotto…che altro posso dire?
    A prescindere dalle polemiche degli ultimi giorni scaturite dall’esperimento di PTWG.
    Comunque la selezione è stata fatta bene alla fine…non perchè ci sono anche io. ma son state scelte persone che hanno piacere di provare (e di parlarne bene o male, senza peli sulla lingua).

  2. clarita says:

    è la prima volta che sono chiamata a testare un prodotto… e, poichè sono una persona sincera e trasparente, ho riportato nero su bianco le mie impressioni sul prodotto… mi hanno accusato di aver esagerato, di aver scritto un post orrendo, ma quello è il mio pensiero e credo che in quanto pensiero di un individuo vada rispettato.

    nel mio blog non sono rari i post dedicati a dei prodotti ()es http://www.clarita.it/2007/12/27/sai-controllare-il-tempo/)… mi piace condividere l’esperienza mia personale con quella degli altri… quindi forse è per questo che mi hanno scelta… e non è la prima volta che scrivo un post fuori dalle righe su un prodotto… qui la domanda nasce spontanea: perchè tante critiche a questo post, spudoratamente dichiarato come una marchetta, e non ad altri post smielati con altrettanti prodotti scaturiti solo dalla voglia di condividere il proprio punto di vista con gli altri?

  3. Daniele Stopponi says:

    bella riflessione 😉

  4. Elisondo says:

    @mini

    Eheheheh, qualsiasi cosa io scriverò, sono certa che tu l’avrai già pensata in tempi non sospetti 😉
    Comunque il tuo schema mi sembra che funzioni molto bene.

  5. Umberto says:

    cara fede abbiamo deciso di coinvolgere te e altre blogger donna con spazi su marketing/comunicazione per avere così uno spettro ampio sulle consumatrici in target: ci sono spazi che devono ancora pubblicare i loro post moti vicini a tematiche quali salute e maternità e poi ci sono come il tuo blog. un giudizio sulla campagna ora come ora mi pare francamente prematuro (anche perchè non conosci tutte le persone conttate). di commenti negativi circa il prodotto non ne ho registrati, dalla mia ottica l’importate è sentire il parere di potenziali consumatrici e dare così uno strumento di valutazione in più agli utenti che sono interessati al l’acquisto del prodotto/servizio oggetto della campagna.

  6. Elisondo says:

    Ciao Umberto,
    sono molto felice del tuo commento.

    Il mio non voleva essere un giudizio sulla campagna, che ovviamente non posso conoscere, ma un modo per parlare fuori dai denti di questo tipo di iniziative, per capirne limiti e potenzialità.

  7. Umberto says:

    nessuna polemica anzi, grazie per lanciato la discussione 😉 per qualsiasi delucidazione, resto a disposizione.

  8. Elisondo says:

    Ho visto anche gli altri post su blog molto più vicini al tema del benessere.

    Secondo me questi post acquistano decisamente maggiore “autorevolezza” per via del contesto: se un blog parla prevalentemente di salute io (lettore) mi aspetto di leggere l’opinione di una persona più esperta di me sull’argomento.

    Però mi pare anche che questi contributi non aggiungano niente al comunicato stampa, insomma non aiutino davvero il potenziale consumatore nella scelta visto che ci si trovano le stesse info che sono presenti sul sito ufficiale.

    Tu come valuti questo genere di contributi? Comunque utili per il tuo obiettivo?

    Grazie in anticipo Umberto se avrai voglia di rispondermi.

  9. markingegno says:

    E’ semplicemente cosi’, l’argomento deve essere attinente con gli interessi dei lettori.

    Per quanto ampio possa essere il range degli argomenti trattati da un blogger, egli stesso, e soprattutto l’agenzia di PR dovrebbe individuare quali argomenti sono *pertinenti* rispetto al prodotto.

    Altrimenti il famoso effetto boomerang incombe, sia sul blogger che sul prodotto.

    In questo senso si che possiamo dire che c’e’ un comune interesse tra il blogger e l’agenzia di PR: quello di non finire off-topic.

  10. flavia85 says:

    Ciao, anche io sono stata coinvolta nel buzz e il mio blog come il vostro parla di comunicazione. Io non credo sia sbagliato coinvolgere anche a noi in questo genere di attività, l’importante è però che ognuno scriva un post inerente gli argomenti di cui tratta e mantenendo il suo stile, altrimenti i lettori si ritroverebbero davanti qualcosa che in quel momento non era di loro interesse danneggiando sia l’immagine del blog che quella del brand.

  11. Tiziana Ferrando says:

    Concordo, mi ero chiesta un po’ le stesse cose in occasione di un campagna per un detersivo in cui ero stata selezionata probabilmente in quanto donna, perchè il mio blog parla di tecnologia e media sociali http://techandroses.wordpress.com/2008/04/04/ecchebuzz/
    ora mi hanno mandato anche lo spazzolino, confermo che è un buon prodotto, ma…

  12. Umberto says:

    @elisondo
    eccomi, rispondo un po’ in ritardo, sorry. nella scelta degli spazi da coionvolgere nell’attività per oral-b ho cercato di spaziare nella rete in maniera trasversale, in fondo la “questione” dell’igiene orale vale per tutti/e no? 😉 quindi largo a blog vicini alle mamme, al benessere e poi spazio anche a blog personali o di marketing. l’attività risulta costruttiva quando le persone provano il prodotto e ne parlano (liberamente) scrivendo i propri giudizi e le proprie valutazioni (positive o negative che siano), l’affinità con i contenuti dei loro blog è importante ma non determinante. il contributo si sposta da prodotto alla strategia di marketing/comunicazione? poco male, ogni post può potenzialmente essere più che costruttivo 😉

  13. […] blogger che parlano di pubblicità sono esigenti, acidi, spesso annoiati. Fargli parlare bene di una campagna non è impresa facile. Ma i ragazzi di We are […]

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